Ecco il resoconto della parte per così dire "pubblica" del mio matrimonio: insomma, tutto quello che non avreste voluto sapere. Quando avremo a disposizione le foto, ne allegherò qualcuna, così potrete stupirvi con gli effetti speciali.

07:50
Mi sveglio. Non ho dormito benissimo, ma me lo aspettavo, visto che ho bisogno di abituarmi ai letti e stavo da mio cugino. In compenso, non ho sognato del matrimonio.
08:30
Dopo essermi lavato e aver mangiato qualche biscotto, mi vesto ed esco di casa, salutando i cugini che si alzavano solo in quel momento - ma in fin dei conti loro hanno meno cose da fare di me oggi.
08:40
Prendo la metropolitana, e mi accorgo che ho comprato il giornale (La Stampa, e che altro?) senza prendermi l'inserto librario. E' vero che oggi non l'avrei letto, ma magari mi sarebbe servito.
09:20
Dopo essermi fermato al bar per farmi cappuccio e brioche, arrivo da mia zia che mi aveva intanto stirato la camicia, e mi cambio.
09:50
Mi incammino verso San Simpliciano. Devo essere abbastanza buffo, perché la giacca spunta da sotto il giubbotto rosso, e porto lo zaino a mano per non rovinare il vestito. Da lontano sembro insomma uno qualunque.
10:10
Arrivo in chiesa, dove è appena passata la fiorista e sta arrivando la fotografa. La mamma di Anna l'ha avuta vinta, e ha fatto decorare anche l'altare: bisogna però dire che l'effetto non è esagerato, e anzi fa risaltare le belle linee della chiesa. Mi inerpico sulla scaletta a chiocciola che porta all'organo per salutare Luigi che sta provando, e saluto mia mamma e mio fratello con Paola e Alessandro che sono appena arrivati.
10:30
I primi invitati e la prima testimone (Daniela, per la cronaca) stanno arrivando. Arriva anche don Brambilla: mi confesso e comunico, poi finiamo di verificare l'altare, e lasciamo già gli anelli.
10:50
Sono arrivati anche gli altri testimoni: confermo quali sono le letture da fare, e recupero umici e parenti (Barbara, Livia e Roberto) per la preghiera dei fedeli, tenendo conto che l'amica dei genitori di Anna ne reciterà una in aggiunta.
11:00
Non ci resta che aspettare la sposa. Fino al quarto d'ora accademico c'è tempo... Indico a gesti a Luigi su all'organo che sarà Ugo a fargli segno di iniziare con la marcia nuziale.
11:07
Mentre me ne stavo tranquillo in mezzo alla chiesa a chiaccherare, e dopo avere respinto l'assalto della fotografa che mi aveva chiesto se volevo fare l'ingresso solenne con mia mamma ("no grazie, ci troviamo direttamente alla fine della navata") mi comunicano che Anna è già arrivata. Come mi ha poi detto, è effettivamente arrivata da casa nostra con suo padre e l'Alfa 147, ma è stata lei a guidare. Dev'essere stato uno spettacolo. Tutti noi corriamo ai nostri posti.
11:10
Si aprono le porte e Anna entra, al braccio di suo padre. Vedo finalmente l'abito da sposa: ha una giacca lunga in pelle, bianca con disegni floreali neri; un paio di pantaloni bianchi (sennò come avrebbe fatto a guidare, scusate?) e scarpe nere con tacco da sette centimetri e mezzo. Mentre entra, Don Brambilla dice di spostarmi un po' di lato per accoglierla. Mi sposto, e lui fa "no, dall'altra parte". Al che mi sorge un dubbio: non è che lo sposo sta a destra? Frenetico scambio di posto dei testimoni, mentre l'Inno alla Gioia risuona per la chiesa.
11:25
Per una volta sono io quello seduto immobile, mentre Anna muove nervosamente le gambe. L'omelia di don Brambilla è molto bella, tanto che molti sono poi andati ad esprimere il proprio apprezzamento: forse mettersi a citare Epitteto era un po' esagerato, ma meglio così che i soliti discorsetti ritriti su quanto è bello essere sposati e via discorrendo.
11:40
Beh, forse un po' emozionato lo sono. È vero che ho pronunciato il consenso con voce chiara, mentre qualche maligna testimone ha affermato che la voce di Anna non si sentiva poi così tanto. È anche vero che ho pronunciato la formula di rito guardando in faccia i presenti: essere abituati a dover parlare in pubblico ti lascia questa abitudine che poi viene apprezzata. Ma non mi ricordo affatto che c'è stato poi un applauso.
11:42
Sono emozionato, o perlomeno fuori di testa. Stavo benignamente dando ad Anna la mano destra per farmi infilare l'anello. Me ne sono accorto all'ultimo istante, mentre lei stava già per prendermi la mano: ho sussurrato "mah, forse con la sinistra va meglio" e via.
11:55
Dopo i riti conclusivi, preceduti da un momento di silenzio con l'Ave Verum di Mozart in sottofondo, ci siamo messi di lato a firmare. Per fortuna che ormai non è più necessario usare una stilografica. Otteniamo anche due dei libretti con dedica da Ilaria, la figlia di Claudio.
12:05
L'uscita è praticamente senza foto, e ci piglia tutti di sorpresa: anche Luigi, che ci fa così uscire sulle note di "Cristo è risorto, alleluja" che devo dire fa anche il suo bell'effetto come marcia.
12:07
Che bello. Niente riso né altri oggetti lanciati. Solo un po' di gente da salutare, col problema che molti sono sconosciuti o a me o ad Anna e che siamo separati. Ho provato a gridare "Per i saluti, si prega di fare self service" ma qualcuno è stato comunque dovuto essere presentato. Restavano le indicazioni per il ristorante, che ovviamente mi ero dimenticato di preparare e ho dovuto comunicare a voce: fortuna che la maggior parte della gente non era in auto, visto che mi sarebbe stato difficile. Alcuni coraggiosi sono andati a piedi, anche perché avevamo chiesto di non arrivare prima delle 13.
12:35
Noi però dovevamo arrivare prima, per gli ultimi ritocchi. Ce ne andiamo con la nostra macchinina, sempre guidata da Anna, e riusciamo persino a trovare parcheggio davanti e non a pagamento. Faccio gli ultimi ritocchi ai tavoli con gli invitati, tenendo conto delle assenze dell'ultimo momento; lasciamo le macchine fotografiche usa e getta sui tavoli; prepariamo il vassoio di confetti; e iniziamo ad aspettare gli invitati.
13:20
Siamo praticamente tutti, tranne Daniela. Per ovvie ragioni Anna non ha il telefonino e non ricorda a memoria il suo numero; mentre siamo lì a ingegnarci per trovare il modo di recuperare il suo telefonino senza mettere in allarme nessuno, finalmente arriva e ci spiega come avesse trovato un bellissimo parcheggio nei pressi di San Simpliciano: peccato che al momento di riprendere l'auto si è trovata bloccata da un furgoncino delle poste, che si è presentato solo dopo un bel po'.
13:30
Inizia ufficialmente il pranzo: noi in qualità di sposi ci troviamo il piatto di affettati preparato, il che da un certo punto di vista è un vantaggio perché non avremmo certo avuto il tempo di fare la coda, essendo comunque in giro a salutare di qua e di là. Anna si è poi lamentata che non è riuscita a mangiare molto: io insomma me la sono cavata meglio, anche se a spizzichi.
14:30
Approfittiamo di una pausa per distribuire i numerini per il famigerato "gioco". Ci hanno guardato molto male, soprattutto per il nostro fare cospiratorio. Livia e Riccardo sono riusciti ad avere già direttamente la coppia di "90". In effetti c'era quasi una possibilità su due che una coppia finisse già accoppiata, ma al momento non sono stato capace di fare i conti giusti.
15:00
Iniziano le danze. Mi tocca mettermi a ballare un lento, con risultati non penso così entusiasmanti.
15:10
Fermiamo le danze e spieghiamo come funziona il gioco: ognuno deve trovare il numero corrispondente se vuole avere la sua fetta di torta. La sala si anima abbastanza, anche perché chi si è trovato rimane in mezzo a complicare la vita ai poveretti che vagano ancora perduti e probabilmente temono di essere vittime di un inesistente scherzo.
15:15
Discorso. Giuro che non mi era venuto in mente che c'era da fare anche questo. D'altra parte è meglio che ballare, quindi io mi lancio. Anna è bravissima e tre anni di improvvisazione teatrale mi saranno ben serviti a qualcosa, così iniziamo un duetto un po' surreale ma che incontra il favore del pubblico. Qualcuno mi ha anche detto che ce l'eravamo preparati prima. Uomini di poca fede! Quando termino dicendo che noi siamo buoni e faremo dare la torta anche a chi non ha trovato il suo gemello, ho visto però della gente delusa.
16:00
I primi ospiti hanno inizato ad andarsene, mentre il gruppo ha ripreso a suonare in stile più revival e rock/dance, il che mi ha reso la vita più semplice. Menzione d'onore ai miei zii friulani, che si sono lanciati in quarta a danzare e finire i rullini lasciati a metà.
17:15
Sono andati via tutti. Peccato che non ci siamo ricordati di dire "prendetevi quanti confetti volete": ci rimangono svariati chili che ci mangeremo con moooolta calma. Adesso è il momento di pagare il gruppo e il locale, scambiare ancora due chiacchiere e salutare.
18:00
Siamo arrivati a casa, non senza una sosta al bar dell'angolo - ancora vestiti da sposi - per fare prendere ad Anna le sigarette. Fortuna non ci si sposa troppo spesso.